…nella notte più scura della sua pelle

di Simona Musco

Oggi ho conosciuto un bambino che è salito su una barca perdendo nel buio della sua terra, nella notte scura più della sua pelle, la madre e le sorelline. Aveva 5 anni quando girandosi sul legno scadente di una bagnarola si è accorto di essere rimasto da solo. Completamente. Ha attraversato il mare senza avere cognizione di nulla: della distanza, del tempo, di come chiedere del cibo o da bere e a chi. Ha pensato che il momento in cui la notte lo avrebbe ingoiato era dietro l’angolo, ha sentito la pelle tirare per il sale, mentre il sole gli spellava le spalle e il naso. Ha sentito per giorni la bocca secca, mentre quel poco che gli rimaneva in corpo ha asciugato pure le lacrime. È arrivato qui, è stato fortunato. Ha messo i piedini sulla sabbia, solo tra sconosciuti, disperati tanto quanto lui. Ha chiesto della sua mamma appena qualcuno che parlasse la sua lingua gli è andato incontro, prendendolo per mano. Chissà cosa avrà pensato di quelle persone che lo guardavano dall’alto, chiedendogli chi fosse e da dove arrivasse.
Sua madre, alla fine, lo ha trovato. È sbarcata dopo qualche tempo, mettendosi alla ricerca forsennata del piccoletto smarrito nel buio, che era finito su una barca diversa dalla sua. Si sono ritrovati, alla fine, e lui, ora, è un frugoletto pelle e ossa che corre per i vicoli di Riace, inseguendo le sorelline, bimbe bellissime piene di treccine colorate che oggi mi guardavano con gli occhi assonnati, enormi. “Ha ancora tanta paura, quella cosa lo ha provato”, dice una ragazza che stringe la manina di Esmeralda, una delle sorelle di quel bimbo. Che, per fortuna, non ha altro pensiero che tuffarsi nella piscina gonfiabile piazzata lì davanti per loro. Ha un fratello gemello, che porta nelle mani un barattolo di acqua e sapone per farci le bolle. Corrono, ridono, forse non ricordano quello che è accaduto. Ma possono vedere tutto negli occhi del fratello, che sembrano ancora aperti su quelle notti buie. D’altronde potevo vederlo anche io, che non ne ho idea e non saprei nemmeno tra quali parole pescare per immaginarlo.
Posso vederlo anche io. Mi domando solo perché alcuni, invece, abbiano chiuso le palpebre.

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