In occasione del Maggio dei libri, campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, l’Associazione Culturale Scholé di Roccella Jonica ha programmato degli inviti alla lettura che si occupano del recupero di alcune pietre miliari della letteratura classica. Dopo l’incontro svoltosi mercoledì 8 maggio, incentrato sulle “Leggi” di Platone e curato dal coordinatore dell’associazione Angelo Nizza, l’incontro di mercoledì 22 maggio sarà incentrato sui versi d’amore di Catullo, selezionati e messi in musica dalle professoresse del Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri Gabriella Bruzzese e Chiara Ferraro. Le abbiamo incontrate per saperne di più in merito all’evento che si svolgerà mercoledì, alle ore 18:00, presso il giardino degli agrumi della sede di Scholé di via Umberto I, al numero 106, a Roccella Jonica e, soprattutto, per capire quale sia lo stato di salute di cui godono la scuola e gli studi classici nella Locride.
Tentare il recupero delle opere classiche è sempre complicato, tanto più se si tratta di poesie di cui bisogna ricostruire non solo i versi, ma anche la metrica e la musicalità. Per questa ragione è dunque raro vedere eventi come quello che state proponendo. Com’è nata l’idea?
È maturata nell’ambito della collaborazione avviata a settembre tra il Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri e l’associazione culturale Scholé di Roccella Jonica – inizia a raccontarci Gabriella. – Questa sinergia, che mira alla promozione degli studi classici, ha permesso all’associazione di programmare un ciclo di incontri con professori delle università di Pisa, Roma e Siena che coinvolgesse i ragazzi del terzo, del quarto e del quinto anno. Discutendo con Angelo Nizza e con il professore Salvatore Scali abbiamo cominciato a elaborare in parallelo un incontro che fosse rivolto non solo agli studenti, ma anche a semplici appassionati del mondo classico, e che riguardasse per questo un autore della classicità universalmente conosciuto. Ecco come la nostra scelta è ricaduta su Catullo e, nello specifico, su una selezione di liriche inerenti la tematica amorosa, tutti distici elegiaci (composti dunque da pentametri ed esametri) che ci permettessero di unire la lettura a un accompagnamento musicale. È in questa fase che ho coinvolto nel progetto Chiara, che ha elaborato assieme a suo fratello la selezione musicale che ci accompagnerà durante l’incontro di mercoledì.

Il poeta latino Catullo

Quali ragazzi avete coinvolto nel progetto?
Per quanto riguarda la lettura di mercoledì mi sono limitata a coinvolgere una ragazza e un ragazzo di una quinta di Roccella Jonica.Saranno presenti tra il pubblico, comunque, altri ragazzi, soprattuto del terzo anno – si inserisce Chiara, – perché nel programma stiamo affrontando proprio Catullo e questo potrebbe essere il modo ideale di approfondire l’argomento in maniera più stimolante di quanto farebbe una semplice lezione frontale.
E gli studenti come hanno accolto l’iniziativa?
Devo dire che eravamo molto scettici relativamente alla possibilità di destare il loro interesse – afferma Gabriella. – Abbiamo preparato il ciclo di incontri come se si trattasse di un vero e proprio esperimento didattico, tanto più che, fino a oggi, l’associazione Scholé ha sempre proposto convegni relativi alla filosofia. Eppure sentivamo la necessità di variare nell’ottica di un rilancio complessivo delle materie classiche, che per troppo tempo hanno avuto la cattiva nomea di essere ostiche e noiose per i ragazzi.
I professori che abbiamo coinvolto – interviene Chiara – ci hanno aiutato moltissimo ad alzare l’appeal del progetto trattando gli argomenti in modo seminariale, come se si trattasse di veri e propri corsi monografici, approccio che ha destato fin da subito l’interesse dei ragazzi e ha permesso loro di avere una prima idea di cosa significhi seguire una lezione universitaria.

La professoressa Giordano durante la sua lezione al Liceo Classico di Locri

Per queste ragioni – riprende Gabriella, – direi che il feedback datoci dai ragazzi è stato assolutamente positivo, perché anche i più piccoli sono stati sempre attenti e partecipi. Non si trattava di un risultato scontato, se si pensa che l’ultimo seminario che abbiamo organizzato, durante il quale la professoressa Giordano dell’Università di Siena ha trattato la figura di Achille, era stato preparato per le terze classi e solo all’ultimo abbiamo deciso di inserire anche le seconde, che dopo aver già studiato la figura dell’eroe mitico al primo anno, si preparano a riprendere l’argomento per trattarlo in lingua greca. Ci inorgoglisce molto, poi, il fatto che anche i professori si siano detti entusiasti di questa partecipazione. Il professore Napolitano, che ha affrontato con le quinte il complicato tema della critica socio-politica di Aristofane nella commedia “Gli Uccelli”, è andato via con la promessa di tornare il prossimo anno, dicendosi contentissimo del lavoro svolto.
Direi che è stato stimolante per entrambe le parti – aggiunge Chiara. – Anche i professori hanno saputo coinvolgere i ragazzi nella giusta misura, tanto che più loro interagivano, più io mi meravigliavo della spontaneità con cui partecipavano facendo interventi intelligenti e leggendo in metrica. Un giusto approccio che, probabilmente, deriva dalla loro gioventù e dal fatto che ancora non vivono il timore del rapporto con il professore universitario.
Insomma, tutta una serie di fattori che ci ha convinto subito a intavolare il discorso relativo alla possibilità di un rinnovo – chiosa Gabriella. – Anche se ancora non sappiamo se potremo continuare come scuola o solo tra noi, non abbiamo intenzione di far morire questa collaborazione.
Stiamo parlando, insomma, di quel genere di iniziativa extracurricolare che mi sembra possa lasciare qualcosa ai ragazzi e dare slancio al Piano di Offerta Formativo. Ma nel panorama scolastico odierno ci sono abbastanza iniziative di questo tipo?

Il professore Napolitano e la professoressa Gabriella Bruzzese

Bisognerebbe incentivare notevolmente questo genere di iniziative – afferma Gabriella scuotendo mestamente il capo. – Tanto più che le stesse famiglie degli studenti sono rimaste piacevolmente sorprese. Fino ad ora, poi, abbiamo solo parlato degli studenti, ma è giusto sottolineare che il professore Napolitano ha svolto anche un incontro pomeridiano a scuola aperto alle famiglie e alcuni genitori ci hanno chiesto di farlo tornare perché hanno trovato la sua lezione molto interessante. Svolgendo gli incontri in collaborazione con Scholé diamo poi l’opportunità anche a semplici appassionati o a persone che hanno svolto studi classici e vogliono recuperare alcuni argomenti di partecipare a convegni su tematiche trattate raramente. La nostra “lezione” su Catullo ha proprio questo scopo: non insegnare, ma scambiarci idee che permettano a chi conosce Catullo di riprendere in mano la sua opera e rileggerlo, entrare nuovamente in contatto con i suoi versi.
Insomma possiamo dire che l’evento di mercoledì avrà un triplice obiettivo: stimolare gli studenti ad affrontare con maggiore serenità lo studio dei classici, dare risposte a chi i classici vorrebbe continuare a studiarli all’università e farli riscoprire agli appassionati.
Assolutamente sì – afferma Gabriella. – È per raggiungere questo scopo che abbiamo esteso l’invito anche alle famiglie.
Mentre il coinvolgimento dei ragazzi che stanno terminando il liceo è finalizzata proprio a far valutare loro la possibilità di intraprendere gli studi umanistici all’università – aggiunge Chiara.
A tale proposito: quando i ragazzi sono indirizzati verso le facoltà umanistiche si tende troppo spesso a mortificare la loro scelta sottolineando che non danno un concreto sbocco lavorativo. Quanto è importante, soprattuto in un territorio come il nostro, che deve moltissimo alla cultura classica, mantenere invece vivo l’interesse per questo settore degli studi?
Direi che è fondamentale – sentenzia Gabriella.
Ma anche difficile – aggiunge Chiara.

Il Liceo Classico di Locri

Negli ultimi anni, fortunatamente, c’è stato un rinnovato interesse per le materie classiche – riprende Gabriella. – Rispetto agli anni in cui ho frequentato io, quando eravamo cinque in tutto il dipartimento, queste discipline stanno vivendo davvero una nuova giovinezza. Non so se sia per fattori esterni o per lo sblocco del turn over, un aspetto che può influire davvero tanto su un dato come questo, ma dopo anni in cui la scuola, anche se i ragazzi erano interessati, ha inconsciamente dirottato la loro attenzione verso altre materie, oggi le valorizza nuovamente come meritano. Questo genere di incontri, anzi, assume validità anche in quest’ottica, perché fa comprendere ai ragazzi che scegliere gli studi umanistici non è in alcun modo “sbagliato”.
Siamo di fronte a un nuovo modo di affrontare la didattica – aggiunge Chiara. – Grazie all’avvio di un processo di “svecchiamento” non si insegna più come una volta e si è più attenti alle esigenze dei ragazzi. Molti miei colleghi stanno finalmente adottando una metodologia di insegnamento che prevede la lettura dei testi classici anche attraverso l’organizzazione di forum e convegni, che mettono i ragazzi al centro della didattica, li coinvolgono e li appassionano al discorso. Se a questo aggiungiamo l’utilizzo di tecniche di insegnamento interdisciplinare, che permettono ai ragazzi di capire che le materie non sono compartimenti stagni, come invece nella maggior parte dei casi è stato insegnato anche a noi, la battaglia per la conquista dell’attenzione dei ragazzi diventa molto più semplice da vincere.
Esatto – conclude Gabriella. – Perché finalmente si fa comprendere agli studenti che le materie di studio non sono materiale asettico, ma vanno considerate come qualcosa che può fare parte di noi a diversi livelli.

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